{"id":2006,"date":"2025-09-01T08:00:00","date_gmt":"2025-09-01T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/archive-argealp.eu\/?post_type=archivale-des-monats&#038;p=2006"},"modified":"2025-08-25T15:25:01","modified_gmt":"2025-08-25T13:25:01","slug":"il-ritorno-dello-stambecco","status":"publish","type":"archivale-des-monats","link":"https:\/\/archive-argealp.eu\/it\/archivale-des-monats\/il-ritorno-dello-stambecco\/","title":{"rendered":"Il ritorno dello stambecco"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"font-size:18px\">A met\u00e0 del XVII secolo, lo stambecco era estinto nella regione delle Tre Leghe, nonostante un severo divieto di caccia. All\u2019inizio del XIX secolo, cadde infine nel Vallese anche l\u2019ultimo stambecco della Svizzera. Che il nostro fiero animale araldico abbia ritrovato la via del ritorno, lo dobbiamo al coraggioso intervento dell\u2019albergatore sangallese Robert Mader, il quale, agli inizi del Novecento, non esit\u00f2 a elargire una somma ingente al bracconiere italiano Joseph Berard affinch\u00e9 sottraesse alcuni cuccioli di stambecco dalle riserve di caccia di Sua Maest\u00e0 Vittorio Emanuele III, re d\u2019Italia, nell\u2019aspra regione della Valle d\u2019Aosta. Questi furono allevati nel parco faunistico Peter e Paul di San Gallo, dove prese avvio un programma di riproduzione volto a reintegrare la specie nel suo habitat naturale attraverso un\u2019attenta reintroduzione in libert\u00e0     <\/p>\n\n<p style=\"font-size:18px\">I due grigionesi Felix Calonder (1863\u20131952), capo del Dipartimento federale dell\u2019Interno, e Johann Wilhelm Fortunat Coaz (1822\u20131918), primo ispettore forestale federale, sostennero con determinazione la reintroduzione dello stambecco nei territori dei Grigioni. Fu cos\u00ec che, nel 1914, la Confederazione acquist\u00f2 alcuni esemplari di stambecco e ne richiese il rilascio alle autorit\u00e0 cantonali, scegliendo come luogo della reintroduzione la localit\u00e0 di Uglix, situata nell\u2019odierno Parc Ela. Come riportava il Foglio ufficiale del Cantone dei Grigioni nella sua edizione del 10 luglio 1914, nel mese di giugno dello stesso anno furono liberati due maschi e due femmine di stambecco: \u201cGli animali si trovano attualmente in piena libert\u00e0. Essi sono affidati alla protezione della popolazione locale, cos\u00ec come dei turisti\u201d. Inoltre, l\u2019avviso precisava che l\u2019abbattimento o il mettere in pericolo gli stambecchi era severamente vietato e punito con pesanti ammende. A titolo di risarcimento per l\u2019uccisione di un singolo esemplare, era previsto un indennizzo fissato a 2.500 franchi svizzeri. Un\u2019istruzione interna rivolta al guardiacaccia responsabile disponeva altres\u00ec che i cani vaganti all\u2019interno nel distretto di divieto \u201cdovessero essere sparati\u201d.     <\/p>\n\n<p style=\"font-size:18px\">Si trattava di un\u2019iniziativa intrapresa con la massima seriet\u00e0, che godeva di un ampio sostegno da parte delle autorit\u00e0 politiche. Tuttavia, il ritorno dello stambecco nelle Alpi grigionesi fu letteralmente \u201cpietroso\u201d: nel giugno del 1914, volontari portarono a spalla quattro casse di legno, affrontando sentieri impervi e rocciosi, fino al Piz Ela, dove gli animali furono liberati in natura. <\/p>\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color has-link-color wp-elements-f7a689fce178a727f98f2645458ec63f\">xxx<\/p>\n\n<p style=\"font-size:18px\">Graziella Borrelli, Archivio di Stato dei Grigioni<\/p>\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color has-link-color wp-elements-f7a689fce178a727f98f2645458ec63f\">xxx<\/p>\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color has-link-color wp-elements-f7a689fce178a727f98f2645458ec63f\">xxx<\/p>\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color has-link-color wp-elements-f7a689fce178a727f98f2645458ec63f\">xxx<\/p>\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n<div class=\"wp-block-group is-vertical is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-fe9cc265 wp-block-group-is-layout-flex\">\n<p style=\"font-size:12px\">Documento archivistico: Staatsarchiv Graub\u00fcnden: X 8n 4.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:12px\">Crediti d&#8217;immagine: Staatsarchiv Graub\u00fcnden: FR XXXI-D.VII.281; Staatsarchiv Graub\u00fcnden: Bibliothek GAB 1914.<\/p>\n<\/div>\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n","protected":false},"template":"","class_list":["post-2006","archivale-des-monats","type-archivale-des-monats","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archive-argealp.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/archivale-des-monats\/2006","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archive-argealp.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/archivale-des-monats"}],"about":[{"href":"https:\/\/archive-argealp.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/archivale-des-monats"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archive-argealp.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2006"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}