Alla fine del XVIII secolo i cittadini senza fissa dimora erano una spina nel fianco per le forze di polizia del Vorarlberg. Le autorità, orientate alla disciplina sociale, consideravano i gruppi marginali che mendicavano e vagabondavano, vivendo al di fuori delle norme sociali, come un fenomeno da combattere. Soprattutto in tempi di crisi, era evidente come non si trattasse di casi isolati, bensì di un fenomeno di massa. In alcuni luoghi, come nella vicina Svevia, la cifra dei mendicanti si aggirava intorno alle 6.000-8.000 persone.
Il Governo di Innsbruck ricorreva quindi ripetutamente su larga scala al drastico provvedimento delle “Landesstreifen” (interventi del corpo di sorveglianza territoriale). Queste dovevano essere effettuate senza preavviso, di notte e in segreto, setacciando il territorio per catturare la marmaglia dissoluta, senza lavoro e vagabonda. Queste perlustrazioni venivano registrate nei cosiddetti Streifprotokolle.
Le persone sospette venivano fermate e radunate presso i locandieri precedentemente istruiti, il loro destino veniva poi deciso durante un interrogatorio: Da dove venite e come vi chiamate? Perché siete venuti qui? Una delle persone fermate, Katharina Kluserin di Oberriet (Svizzera), rispose con spaventosa sincerità: Poiché non ho nulla con cui mantenere mio figlio, ho voluto venire qui a mendicare. Risposte del genere provocavano solitamente l’espulsione oltre il Reno o, per gli uomini, il reclutamento militare.
Anche se tutti i comuni dovevano collaborare alla persecuzione dei mendicanti o dei vagabondi, probabilmente alcuni chiusero un occhio più di una volta. L’amministrazione comunale di Göfis, sebbene fosse molto negligente tollerando così a lungo la suddetta marmaglia vagabonda, non aveva reagito per così tanto tempo che un certo Stabler era persino riuscito ad acquistare una casa. Non viene tuttavia fatta menzione di una sua eventuale successiva espulsione.
Tobias Riedmann, Archivio di Stato del Vorarlberg
Bibliografia: Gerhard Fritz, Bettler und Vaganten in Südwestdeutschland im späten 18. Jahrhundert nach Johann Ulrich Schölls „Abriß des Jauner und Bettelwesens in Schwaben“, in: Gerhard Ammerer/Gerhard Fritz (Hg.), Die Gesellschaft der Nichtsesshaften. Zur Lebenswelt vagierender Schichten vom 16. bis zum 19. Jahrhundert, Affalterbach 2013, S. 53‒74; Wolfgang Scheffknecht, Armut und Not als soziales Problem. Aspekte der Geschichte vagierender Randgruppen im Bereich Vorarlbergs vom 16. bis zum 18. Jahrhundert, in: Innsbrucker Historische Studien 12/13 (1989/90), S. 69‒96.
Documento archivistico: Streifprotokoll des Gerichtes Rankweil-Sulz, 22. Juli 1799. Signatur: Vorarlberger Landesarchiv, Gericht Rankweil-Sulz, Materienregistratur A, Polit.I.40.


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